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La percezione del rischio: come reagiamo all’invasione del territorio

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Se è ovvio che i datori di lavoro debbano offrire luoghi di lavoro in cui i rischi per la salute e la sicurezza siano adeguatamente controllati, è altrettanto vero che la legge impone anche ai dipendenti l’obbligo di contribuire in questo senso. Inoltre, nell’ambito delle attività aziendali, i datori di lavoro sono tenuti a consultare i lavoratori e i loro rappresentanti, perché il management da solo non può avere una soluzione a tutti i problemi di salute e di sicurezza, mentre i lavoratori e i loro rappresentanti possono portare con sé un bagaglio di conoscenze dettagliate ed esperienza nell’ambito della propria attività lavorativa, e in che modo potrebbe nuocere alla loro salute e sicurezza. Forse sarà per questo motivo che i luoghi di lavoro in cui i lavoratori contribuiscono attivamente alla salute e alla sicurezza, registrano, nella maggioranza dei casi, percentuali inferiori di infortuni sul lavoro.

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La partecipazione dei lavoratori alla sicurezza

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Se è ovvio che i datori di lavoro debbano offrire luoghi di lavoro in cui i rischi per la salute e la sicurezza siano adeguatamente controllati, è altrettanto vero che la legge impone anche ai dipendenti l’obbligo di contribuire in questo senso. Inoltre, nell’ambito delle attività aziendali, i datori di lavoro sono tenuti a consultare i lavoratori e i loro rappresentanti, perché il management da solo non può avere una soluzione a tutti i problemi di salute e di sicurezza, mentre i lavoratori e i loro rappresentanti possono portare con sé un bagaglio di conoscenze dettagliate ed esperienza nell’ambito della propria attività lavorativa, e in che modo potrebbe nuocere alla loro salute e sicurezza. Forse sarà per questo motivo che i luoghi di lavoro in cui i lavoratori contribuiscono attivamente alla salute e alla sicurezza, registrano, nella maggioranza dei casi, percentuali inferiori di infortuni sul lavoro.

Cosa si intende però, nello specifico, con «partecipazione dei lavoratori»? La partecipazione dei lavoratori alla salute e alla sicurezza è un semplice processo bilaterale in base al quale i datori di lavoro e i lavoratori, per mezzo anche dei loro rappresentanti, si parlano, ascoltano gli uni le preoccupazioni degli altri, condividono opinioni e informazioni, affrontano i problemi senza indugio, tengono in considerazione le proposte di tutti, si impegnano per trovare soluzioni comuni, e manifestano fiducia e rispetto reciproci.

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Diversity Management: la flessibilità e gli aspetti di sicurezza

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Le forme di telelavoro o recentemente di “ smart working” trovano ancora poca diffusione; i lavoratori autonomi, il settore immobiliare, i servizi finanziari o il settore dell’education sono i settori italiani che possono competere con le popolazioni aziendali scandinave e olandesi.

Il “lavorare da casa” genera indubbi benefici sia per l’azienda che lo pratica, sia per la collettività.

Recenti ricerche hanno evidenziato come la lunghezza dell’orario di lavoro è mediamente maggiore per gli uomini, rispetto alle donne e per i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti. I lavoratori part-time in primo luogo le donne e coloro che lavorano meno di 35 ore alla settimana sono i più soddisfatti rispetto al bilanciamento tra vita e lavoro e presentano la più bassa incidenza di problemi di salute fisici e psicologici.

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Esperienze di formazione sul rischio aggressione

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Il rischio aggressione è considerato un rischio emergente, tra i molteplici rischi in grado di interessare gli ambienti di lavoro.
Ad oggi il riferimento legislativo principale rispetto a questo tema resta il D. Lgs. 81/08, nella specificità dell’art. 28, il quale conferma che la valutazione deve riguardare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari”.
Se si entra nel merito della definizione di “ violenza sul luogo di lavoro”, è ben chiaro come sia ampia questa accezione perché comprende “qualsiasi episodio che implichi insulti, minacce, forme di aggressione fisica o psicologica praticate sul lavoro, da soggetti esterni o interni all’organizzazione, in grado di mettere in pericolo la sicurezza, la salute e il benessere psicofisico della persona”.

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Il facilitatore in materia di sicurezza sul lavoro

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Una figura sempre più strategica all’interno dei processi aziendali, in quanto garantisce una corretta organizzazione dei team di lavoro e il raggiungimento di obiettivi sfidanti in termini di efficienza ed efficacia e di sviluppo delle competenze.

Questo ruolo, declinato sulle tematiche della sicurezza nei luoghi di lavoro, diventa l’elemento chiave di promozione e diffusione di una vera e propria “cultura” della sicurezza in azienda. Un Safety Coach capace non solo di esaminare i comportamenti lavorativi, i condizionamenti e le resistenze che “non fanno sicurezza”; analizzare le statistiche di infortuni e malattie professionali, ma soprattutto fornire gli strumenti e i metodi per comunicare la sicurezza e adottare pratiche di prevenzione virtuose.

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Il rischio rapina

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Il rischio rapina e la tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori.

Pur in mancanza di espliciti riferimenti o di una specifica norma, il rischio rapina deve essere valutato e devono essere stabilite e messe in atto le conseguenti misure di prevenzione e protezione a tutela della sicurezza e salute dei lavoratori potenzialmente coinvolti.
Tale affermazione trova ulteriore conferma in diverse sentenze.

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