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COVID-19

Gli effetti nascosti del Covid-19

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Le conseguenze Sociologiche e Psicologiche della Pandemia: l’isolamento sociale, la reclusione in casa e il peso dell’incertezza generale, hanno colpito duramente il nostro equilibrio mentale.
A quasi un anno dalla scoperta dei primi casi di Coronavirus nel mondo, l’Italia, divisa in zone colorate e lockdown di vario tipo, è in attesa di scoprire se le restrizioni basteranno a tenere sotto controllo il numero di contagi o se si dovrà agire più severamente. Ciò che però è già manifesto sono gli effetti che, seppur più lentamente e silenziosamente di quelli fisici, stanno emergendo a livello individuale e della società. Infatti, fattori come l’isolamento sociale, la reclusione in casa e il peso dell’incertezza generale, hanno colpito duramente il nostro equilibrio mentale. La pandemia da Covid-19 ha fatto crescere il disagio mentale in tutto il mondo; dopo il lockdown è aumentato concretamente il rischio della comparsa nella popolazione di sintomi da stress post-traumatico.

Secondo un’indagine condotta in Italia dall’istituto Mario Negri, lo stress, che la pandemia da Covid-19 ha generato nella popolazione, è principalmente legato alla preoccupazione per la propria salute, alla percezione di non poter proteggere se stessi e i propri cari, all’isolamento sociale, imposto dal confinamento, e ai timori legati all’immobilismo dell’economia. I risultati dell’indagine, pubblicati a giugno 2020, indicano che per un italiano su due il lockdown è stato un trauma. Ma molto dipende dalla nostra personalità: chi presenta tratti narcisistici è più probabile che si senta superiore al virus e che prenda le necessarie precauzioni ostentando noncuranza; chi presenta tratti ossessivi seguirà con precisione le regole su detersione delle mani, distanza di sicurezza e mascherina; chi presenta tratti paranoidi tenderà a pensare che sia tutta un’invenzione per controllarci; per chi presenta tratti evitanti l’impossibilità del contatto potrebbe essere quasi un sollievo; chi presenta tratti borderline da una parte soffrirà le restrizioni ma dall’altra ne comprenderà la necessità. Tutti presentiamo in maniera più o meno evidente alcuni di questi tratti.

Il Covid-19 ha portato con sé diverse problematiche, che non si limitano ai sintomi fisici. La ripetuta esposizione mediatica alle notizie sull’epidemia ha costituito una grande fonte di stress.

Da alcuni studi effettuati in questo periodo, è emerso che chi sviluppa sintomi da stress per sovraesposizione mediatica, cerca di alleviare lo stress seguendo attentamente tutte le informazioni che riguardano l’evento traumatico stesso. S’innesca così un circolo vizioso che porta ad un peggioramento del disturbo.

In una condizione in cui l’interazione sociale è stata ridotta al limite per mesi, dove a dominare per le strade era il silenzio, dove siamo stati costretti a stare chiusi in casa, la noia e la frustrazione erano il nostro pane quotidiano. L’impossibilità di mantenere il proprio stile di vita e la propria libertà di movimento, ha fatto sì che molte persone avessero a che fare con emozioni complesse e difficili da affrontare, tanto da scatenare o slatentizzare, in alcuni, dei veri e propri sintomi depressivi. Ancora, tra le conseguenze psicologiche più importanti di questa situazione pandemica di incertezza, c’è anche la perdita di fiducia nei confronti non solo delle fonti ufficiali di informazione (che in questo anno hanno risposto sulla base dei progressi e degli eventi registrati giorno per giorno, essendo il COVID-19 un virus del tutto sconosciuto) ma soprattutto nei confronti dei propri conoscenti, amici, colleghi e talvolta anche parenti. L’unico posto che veniva e viene considerato sicuro, dove possiamo togliere la mascherina e dove ci si può dimenticare (anche se solo per poco) di non toccarsi il viso o disinfettare le mani ogni volta che tocchiamo qualcosa di potenzialmente sporco, è la nostra casa. A partire dalla fine di febbraio, ovvero da quando abbiamo preso consapevolezza che il Covid-19 era arrivato in Italia, molti dei nostri comportamenti sono pian piano cambiati, fino addirittura a cancellare molti usi sociali: la mano non si stringe più, gli abbracci meglio evitarli, i baci per salutarci proprio no e se per sbaglio scappa uno starnuto (rigorosamente nell’incavo del braccio, come ci hanno insegnato a fare), partono immediatamente le occhiatacce. Questa perdita di fiducia nel prossimo ha già cambiato e cambierà ancora il modo in cui torneremo alla “normalità” quando il problema del virus sarà superato e, soprattutto, influenzerà in maniera significativa le nostre interazioni sociali, per non parlare di quelle dei nostri figli, che avendo vissuto questa situazione in un periodo di costruzione della propria personalità, delle proprie abitudini e del modo di rapportarsi con l’ambiente esterno, modificherà drasticamente la loro vita.

Ecco, dunque, alcuni piccoli consigli per superare i prossimi tempi salvaguardando la salute fisica ma anche psichica:

1) Atteniamoci rigorosamente alle indicazioni delle istituzioni sanitarie volte alla tutela della salute pubblica e alla salvaguardia di ognuno di noi

2) Evitiamo di controllare l’ansia cercando spasmodicamente informazioni

3) Manteniamo la calma poiché ansia e panico non ci aiutano a gestire l’emergenza ma, anzi, hanno l’effetto opposto in quanto diminuiscono le difese immunitarie ci espongono maggiormente al contagio

4) Evitiamo di percepire le misure cautelative come una limitazione della nostra libertà e sforziamoci, piuttosto, di avere un atteggiamento psicologico positivo

5) Non abbiamo paura di chiedere aiuto quando ne sentiamo il bisogno. Più a lungo ignoriamo i sintomi del malessere, maggiori sono le possibilità che la situazione di crisi diventi cronica.

Articolo Pubblicato su PuntoSicuro

Novità da Fondimpresa, i nostri titoli Webinar e il Servizio di Supporto Psicologico [Newsletter]

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Il Consiglio di Amministrazione di Fondimpresa in data 15 Aprile 2020 ha deciso di prorogare fino al 15 Giugno la sospensione di tutte le attività formative in modalità Aula frontale.

È stata, inoltre, data la possibilità di realizzare, con decorrenza 15 Aprile, la conversione in modalità Videoconferenza delle attività formative in corso già finanziate da realizzare in modalità Aula frontale, di Coaching e Action Learnig.

Tale determinazione rientra nell’ambito della fase di “Emergenza Sanitaria”, decretata dalle autorità di Governo, per contenere la diffusione del virus Covid-19.

Notizia completa sul sito Fondimpresa

A tal proposito…

I NOSTRI TITOLI WEBINAR

  • STRESS E TECHNOSTRESS AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
  • COMPORTAMENTI ED EFFETTI DELL’ISOLAMENTO FORZATO
  • L’IMPATTO PSICOLOGICO DEL RITORNO AL LAVORO
  • RISCHIO BIOLOGICO E PROTOCOLLO COVID
  • AGE MANAGEMENT: aumento dell’età anagrafica in azienda e valorizzazione delle risorse
  • GESTIONE CAPO COLLABORATORE: il ruolo del capo come agente di sviluppo dei propri collaboratori
  • PROBLEM SOLVING E DECISION MAKING
  • GESTIRE E COMUNICARE IN SITUAZIONE DI EMERGENZA
  • TECHNOSTRESS
  • STRESS, STRESS E CORPO, STRESS E TEMPO, STRESS E CONFLITTI
  • DISFUNZIONI ORGANIZZATIVE: STRESS, MOBBING E BURN-OUT
  • CULTURA DELLA SICUREZZA E COMPORTAMENTI SICURI
  • NON TECHNICAL SKILLS IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
  • PERCORSI DI RESILIENZA NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA
  • MULTICULTURALITÀ E PLURICULTURALITÀ COME UNA RISORSA E NON UN OSTACOLO.
  • LEADERSHIP MULTICULTURALE
  • GENDER MANAGEMENT
  • TUTTI I CORSI DI CUI ART. 37 T.U. 81/08 & ACCORDO STATO-REGIONI 21.12.2011

È possibile creare anche corsi webinar disegnati su misura per voi.

Per Concludere…

Se pensate che un supporto psicologico possa esservi d’aiuto in questo momento di difficoltà per l’Italia
intera, noi della Servadio & Partners mettiamo a vostra disposizione tutte le nostre competenze
attraverso/grazie ad un team di professionisti psicologi.

Non cercate di placare l’ansia inseguendo informazioni spesso amplificate ed incontrollate.

In caso di quesiti di tipo medico o comportamentale, vi raccomandiamo di seguire le indicazioni fornite dalle Autorità sanitarie:

Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità


Se volete usufruire dei nostri servizi o volete ricevere maggiori informazioni riguardo gli stessi, contattateci inviando una mail a

info@servadioepartners.com

Consigli per affrontare l’emergenza COVID-19

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Clicca sull’immagine per visualizzare il video.

Sostegno Psicologico COVID-19 [Newsletter]

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Percezione del rischio, comportamenti sicuri ai tempi del Coronavirus

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In questo momento di emergenza mondiale, i temi della coscienza civica e quello dell’etica dei comportamenti assumono un ruolo predominante.

Il richiamo “presidenziale” alla solidarietà gruppale e alla responsabilità personale rimanda nel concreto all’adozione di comportamenti sicuri e responsabili.

La decisione di adottare pedissequamente o meno, le indicazioni comportamentali del vademecum ufficiale del Ministero della Sanità in tema COVID 19, fa parte dei processi cognitivi legati alla percezione del rischio.

Un aspetto che vorrei porre in attenzione è quello legato all’esibizione sempre più frequente della violazione comportamentale, intesa ed esemplificata nel “so che dovrei comportarmi così, ma nel concreto mi comporto diversamente”.

Scomodando L.Festinger, potrei dire che siamo di fronte ad uno dei tanti esempi di dissonanza cognitiva, cioè di “potenziale” stato di disagio scaturito dall’incoerenza tra quello che penso/credo e come poi in realtà mi comporto.

Ma nella realtà è proprio l’agire al contrario dell’effetto della solidarietà gruppale, ad attutire o addirittura annullare il personale quanto auspicato disagio.
Ritengo invece che sia più un problema di un’errata percezione del rischio, la causa determinante e propulsiva di comportamenti elusi e violanti le indicazioni comportamentali tese a ridurre il contagio del COVID 19.
Da dove può nascere questa disfunzionale, per la salute della collettività e per la propria, errata percezione del rischio?

Ricordiamoci che il nostro cervello prende spesso scorciatoie, che non aiutano a percepire correttamente il rischio:
Ad esempio (tratto dal Vademecum dell’Ordine degli Psicologi della Liguria): ricordiamo di più e facciamo maggiormente caso ai fatti che riportano le peggiori conseguenze.
Stimiamo più alta la probabilità di un evento se questo riceve forte attenzione mediatica ed è ad alto contenuto ed impatto emotivo.
Valutiamo più grave una minaccia le cui conseguenze sono visibili nell’immediato ( COVID-19 versus Emergenza climatica).

Un contributo importante a mio avviso è dato dall’infausta assunzione “in tanto accadrà agli altri e non a me” che ha un forte grado di parentela con la sindrome “Nimby”, not in my back yard, letteralmente “non nel mio cortile”).

Sempre in tema di “Nimby” la situazione odierna ci impone un atteggiamento di coscienza civica e responsabilità che ci dovrebbe spostare su un più utile “Pimby”, “please in my back yard”, letteralmente “per favore nel mio cortile”.

E’ proprio l’assunzione di questo tipo di atteggiamento e conseguentemente l’adozione di comportamenti diligenti e sicuri ad elicitare concretamente la resilienza che ci viene richiesta e che ci serve nel concreto.

Infine uno sguardo di positività… rallentare significa anche avere più tempo per riflettere, rivedere alcuni impegni, riprendere certe relazioni, almeno a distanza…

Assumere temporaneamente una posizione “depressiva” non è poi così male se ovviamente questa modalità può essere utile a rivederti e rivedere con “lenti” diverse, situazioni e progetti, destrutturare paradigmi e certezze mai così in realtà incerte e volatili…


Massimo Servadio

Psicoterapeuta e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e Psicologia della Sicurezza lavorativa