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La partecipazione dei lavoratori alla sicurezza

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Se è ovvio che i datori di lavoro debbano offrire luoghi di lavoro in cui i rischi per la salute e la sicurezza siano adeguatamente controllati, è altrettanto vero che la legge impone anche ai dipendenti l’obbligo di contribuire in questo senso. Inoltre, nell’ambito delle attività aziendali, i datori di lavoro sono tenuti a consultare i lavoratori e i loro rappresentanti, perché il management da solo non può avere una soluzione a tutti i problemi di salute e di sicurezza, mentre i lavoratori e i loro rappresentanti possono portare con sé un bagaglio di conoscenze dettagliate ed esperienza nell’ambito della propria attività lavorativa, e in che modo potrebbe nuocere alla loro salute e sicurezza. Forse sarà per questo motivo che i luoghi di lavoro in cui i lavoratori contribuiscono attivamente alla salute e alla sicurezza, registrano, nella maggioranza dei casi, percentuali inferiori di infortuni sul lavoro.

Cosa si intende però, nello specifico, con «partecipazione dei lavoratori»? La partecipazione dei lavoratori alla salute e alla sicurezza è un semplice processo bilaterale in base al quale i datori di lavoro e i lavoratori, per mezzo anche dei loro rappresentanti, si parlano, ascoltano gli uni le preoccupazioni degli altri, condividono opinioni e informazioni, affrontano i problemi senza indugio, tengono in considerazione le proposte di tutti, si impegnano per trovare soluzioni comuni, e manifestano fiducia e rispetto reciproci.

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Stress lavoro-correlato: riflessioni sull’aggiornamento INAIL

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Sono passati quasi sei mesi dalla pubblicazione da parte di INAIL del manuale “La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato”. Tale monografia è la nuova edizione aggiornata del testo del 2011 ‘Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato”.
In questo articolo provo ad illustrare quali sono le novità di tale aggiornamento alla luce della mia esperienza di consulente in questi ultimi sei mesi.

Una premessa: l’impianto metodologico è sostanzialmente invariato.

Il processo di valutazione e gestione del rischio si compone sempre di 4 fasi (fase propedeutica, fase della valutazione preliminare, fase della valutazione approfondita, fase di pianificazione degli interventi correttivi e piano di monitoraggio) e l’algoritmo, o diagramma di flusso come lo si preferisce definire, che raccorda tra loro le 4 fasi è identico a quello del 2011.

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E’ nata ADiSS: l’Associazione per la Divulgazione delle Scienze Sociali

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Un ulteriore passo in avanti nell’impegno a promuovere il Welfare aziendale.
Servadio & Partners è tra i soci fondatori di ADiSS, Associazione senza scopo di lucro, per promuovere attività di utilità sociale nell’ambito di:

  • Conciliazione commerciale e civile
  • Formazione area risorse umane e sviluppo organizzativo – sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Formazione finanziata
  • Organizzazione di eventi e manifestazioni di valenza culturale

Per scoprire chi siamo e di cosa di tratta, visita il sito dell’associazione: www.associazionediss.it

E’ in corso una rivoluzione nel mondo del lavoro: vietato non essere pronti!

La sicurezza sul lavoro sotto il profilo pedagogico

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Nella Sicurezza sul Lavoro spesso si perde di vista il punto di vista del lavoratore cioè colui che in primis si confronta quotidianamente con situazioni lavorative non sempre “a norma”.
La pedagogia (e in generale le scienze dell’educazione) può giocare un ruolo importante perché si inserisce in un processo di formazione continua che integra formazione professionale a uno sviluppo complessivo dell’individuo all’interno dell’azienda: la sicurezza diventa cultura e come tale va assimilata consapevolmente e condivisa responsabilmente. 

“Ripensare a un processo educativo e formativo che miri alla tutela e alla cura del lavoratore, significa anche riconsiderare il tema della sicurezza nelle aziende” (Cipolla, Veneri, 2014): il termine “ cultura della sicurezza” viene, così, utilizzato “in relazione alla necessità di creare un sistema che coinvolga non solo l’azienda in questione, ma il senso comune generale” (Cipolla, Veneri, 2014).

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