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La leadership diffusa come leva di sicurezza aziendale

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Organizzazione, soft skills e Sicurezza sul Lavoro
Nella fase storica attuale, in cui alle incertezze legate alla tenuta globale dei sistemi economici mondiali, si aggiunge la pesante gestione dell’emergenza sanitaria, il funzionamento dei sistemi aziendali viene significativamente messo alla prova anche in relazione alla loro capacità di creare e mantenere un ambiente di lavoro globalmente “safe”, capace di dare ai lavoratori la chiara consapevolezza di quanto il loro stare nell’ambiente di lavoro sia garantito in termini di salute e sicurezza. Come la stessa norma (D. Lgs 81/08 art. 11) afferma e sostiene, la sicurezza oggi passa attraverso il coinvolgimento pieno ad assoluto del fattore umano, delle persone insomma, nella loro capacità di creare, partecipare e consolidare la “cultura della sicurezza”.

Appare dunque evidente la rilevanza di ogni elemento organizzativo, tra cui spicca la leadership e la sua gestione tanto a livello formale quanto a livello non formale. Per promuovere adeguatamente la cultura della sicurezza, infatti, occorre un forte commitment sul piano decisionale e strategico, che si gioca dunque negli ambiti decisionali e manageriali ma, altrettanto, occorre diffondere nel sistema, in modo capillare, la capacità di “essere guida” da parte di ciascuno, tanto nei microcomportamenti quanto nelle azioni portanti dell’operatività, oltreché nella consapevolezza del ruolo portante del discorso sulla sicurezza nei contenuti degli scambi relazionali quotidiani.

Può diventare interessante, in questo senso, ripensare i modelli di leadership perdendo spunto dal concetto di leadership diffusa, illustrato per la prima volta da Brian Robertson, che risponde in modo soddisfacente alla sempre crescente richiesta di una struttura organizzativa circolare e partecipata e può rivelare un modello vincente come veicolo di diffusione e utile ridondanza dei contenuti del safety, fondandosi sul rafforzamento di quelle soft skills quali la capacità motivazionale o la capacità di gestire efficacemente la comunicazione interpersonale. Il modello della leadership diffusa consente di prendere le distanze da un modello verticista, in cui tutto il sistema muove in linea verticale con direzione apicale, per dare spazio ad un leader che assume una posizione di maggior simmetria con l’insieme dei collaboratori, in una logica di condivisione delle responsabilità e delle esperienze, il cui compito non sarà solo “guidare” ma anche quello di motivare, ricoprendo un nuovo ruolo, più complesso, ma anche più completo, in quanto gli sarà richiesto di essere flessibile nel cogliere i pregi e difetti dei collaboratori per valorizzarli e aumentare il loro senso di appartenenza all’azienda, riuscendo a coinvolgerli nella concretizzazione della vision aziendale, gestendone problematicità e criticità.

Doti necessarie per i leader diffusi, saranno quini empatia, comunicazione, analiticità, flessibilità e apertura ai cambiamenti e alle diverse culture Questo tipo di approccio può essere molto utile anche spostando la logica dal piano della struttura formale a quello della struttura informale, dove il concetto di leadership diffusa può ingenerare un movimento virtuoso a favore di una sempre più sentita e partecipata condivisione della cultura della sicurezza inteso come elemento portante dell’architettura organizzativa, macro e microrelazione del sistema azienda. Il compito del leader “diffuso”, infatti, è anche quello di saper “generare altri leader” che, nella fattispecie possono essere rappresentati da qualsiasi persona dell’organizzazione che, al di là dei ruoli formali, abbia la capacità relazionale di farsi portavoce di un insieme di valori, comportamenti e pensieri che, se ben supportati da un sistema di regole e riferimenti formali, siano ecologicamente funzionali al rafforzamento della safety awareness: consapevolezza di funzione, di ruolo e di comportamento intorno alla sicurezza.

Così facendo la leadership non si limita ad essere la proprietà di un singolo individuo, ma riesce ad essere molto più, diventa il carattere dell’intera organizzazione e trova il suo fondamento nei concetti di responsabilità sociale e sostenibilità cura, dunque, della persona al lavoro e dell’ambiente. Una leadership ecologica diffusa, ecoleadeship, che si connota come leadership ambientale tanto nell’ecosistema azienda quanto nell’ecosistema ambiente in generale. Così intesa, la leadership diffusa si pone come approccio organizzativo alla sicurezza che si dimostra in grado di essere una leva di sviluppo e di rinforzo della cultura della sicurezza, dell’insieme dei processi organizzativi e delle pratiche professionali, delle norme scritte e delle convenzioni informali, dei linguaggi, dei modi di pensare, di percepire e di rappresentare il rischio in azienda.

Sviluppare approcci di gestione organizzativa della sicurezza improntati alla leadership diffusa ed all’ecoleadership, consente di potenziare il prodotto dell’operato delle figure di sistema, facendo appello ad un sistema di ruoli informali che, grazie alla vicinanza strategica, operativa e relazionale, favoriscono il coinvolgimento delle “persone” dell’azienda in un meccanismo virtuoso di comportamenti concreti postivi che, messi a sistema con gli elementi materiali ambientali, rendono il contesto lavorativo solidamente safe.

E’ evidente, quindi, che favorire la diffusione della leadership informale diffusa porta alla valorizzazione di quei comportamenti virtuosi che, altrimenti, rischierebbero di rimenare in ombra o al più di essere vissuti come una banale normalità, anziché essere trasformati in leve potenzianti degli effetti di un complesso di azioni, ivi incluse la formazione e l’informazione, e responsabilità costituenti un sistema complessivo da cui nessuno può chiamarsi fuori.

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AUTORE

Cecilia Sistini

Tutte le storie di: Cecilia Sistini