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PuntoSicuro

L’organizzazione centrata sulla persona

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Nella società odierna, il più grande errore che un imprenditore può commettere è quello di non porre la giusta attenzione sulla soddisfazione e sulla motivazione dei propri collaboratori. Spesso infatti, gli argomenti più discussi negli ambiti impiegatizi riguardano più la gestione del tempo e la produttività che la soddisfazione e la motivazione, le quali vengono spesso sottovalutate e date per scontate.

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Demotivarsi alla sicurezza

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Il fenomeno “Yes Man” in ambito salute e sicurezza
Chi non ha visto il film “YES MAN”? L’inimitabile Jim Carrey in carriera, abituato a rispondere sempre di NO, si trova per uno strano scherzo del destino a dover dire sempre di SI a richieste e suggerimenti dei colleghi e di tutte le persone che lo circondano. Solo in questo modo riesce a uscire completamente dalla sua routine e si addentra alla scoperta non solo di un mondo sconosciuto, ma addirittura di nuove caratteristiche di sé stesso.

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La sindrome da “Bore – out”

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Un’anomalia mentale che porta allo sfinimento per noia per mancanza di lavoro, da non confondersi con il Burnout….

C’è una sostanziale differenza tra i fenomeni del “burnout” e del “bore-out”.

Il primo è classificato generalmente come una sorta di disagio lavorativo concausato dal troppo stress da lavoro.

La sindrome del bore-out invece rappresenta un’altra anomalia mentale che porta piuttosto allo sfinimento per noia per mancanza di lavoro. Fatto aggravante è sicuramente un eventuale futuro e fatale licenziamento dal posto di lavoro, del quale sarebbero colpiti in prospettiva, per vari motivi, quasi un terzo dei lavoratori attuali.  

Nel 2016, in un curioso articolo del settimanale Le Vif-L’Express a Bruxelles, il bore-out viene descritto come una invadente malattia soggettiva.

Da quando si è iniziato a parlarne, si è subito chiarito che boreout non equivale a pigrizia; il problema principale è la mancanza di sfide che una determinate mansione può offrire o no al dipendente, ovvero il non essere assorbiti da qualcosa cui si tiene veramente. La particolarità di questa sindrome è che può colpire dagli impiegati al top manager. Per questo si potrebbe affermare che “le vie del Bore – Out sono infinite”; chi ne è affetto simula impegno, come se la regola aurea fosse sembrare continuamente affaccendati, tanto da dare l’impressione di essere sul punto di collassare.Pubblicità

Il campionario delle strategie messe in atto per evitare di sembrare annoiati è vasto: si va dal riempire la scrivania di carte e cartelle al picchiare duro e rumorosamente sulla tastiera del computer, dall’aggirarsi per i corridoi con aria seria e preoccupata, al finire con il portarsi il lavoro a casa, anche se spesso non sarebbe necessario. L’unica conseguenza che nessuno mette in preventivo è che la sera si torna a casa stanchi e stressati. Il sentimento di non essere adeguati e sottovalutati porta dritto alla disistima di sé che, in una spirale di cui non si vede la fine, finisce con il ripercuotersi sul rendimento lavorativo. Il Bore – Out è come un virus digitale, una sindrome d’ufficio, da scrivania e computer, tipico della moderna società high- tech. Nel terziario avanzato spesso si cercano persone con formazione accademica, magari proprio quando non sarebbe necessario per il tipo di posto che si andrà a ricoprire. In questi casi, l’iperqualificazione porta alla sottovalutazione di sé stessi.

Il Bore – Out è insidioso, in quanto non è sempre facile riconoscerlo. Il mondo del lavoro è diventato altamente competitivo, e lo stress da performance è visto come un sinonimo di efficienza. Per questo il suo contrario, il sottoutilizzo, rimane nell’ombra, ma è errato pensare, come si crede comunemente, che siano i funzionari delle amministrazioni pubbliche a soffrirne di più. La burocratizzazione delle mansioni è infatti una costante della terziarizzazione che ha investito molti ambienti di lavoro. Per alcuni esperti la sindrome da bore-out rientra nella patologizzazione della vita quotidiana, nel cercare una malattia dappertutto.

Check-list: Soffri di sindrome di bore-out?

  • Ti dedichi a faccende private durante le ore di lavoro?
  • Ti senti sottostimolato o annoiato?
  • Di tanto in tanto ti capita di far finta di lavorare, mentre in realtà non stai facendo nulla?
  • Alla sera ti senti stanco e spossato anche se non hai subito nessun tipo di stress?
  • Sei decisamente scontento del tuo lavoro?
  • Non vedi lo scopo del tuo lavoro, né il suo senso più profondo?
  • Saresti di fatto in grado di svolgere le tue mansioni molto più rapidamente di quanto tu non faccia?
  • Ti piacerebbe cambiare lavoro ma sei frenato dal timore di guadagnare troppo poco in un altro contesto?
  • Spedisci e-mail private ai colleghi durante le ore di lavoro?
  • Nutri uno scarso interesse nei confronti del tuo lavoro o non ne nutri affatto?

Se hai risposto affermativamente a più di quattro domande, potresti soffrire di sindrome di bore-out o essere comunque a rischio.

Una nuova sindrome quindi da non sottovalutare da parte di tutti, in primis dalla persona colpita e in secundis dal suo capo diretto, ma anche dal responsabile risorse umane, dall’amministratore delegato, ecc….

“Tutto il resto è noia” F. Califano, 1976

Massimo Servadio

Psicoterapeuta e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e Psicologia della Sicurezza lavorativa

Bibliografia: Philippe Rothlin / Peter R. Werder: Unterfordert. Diagnose Boreout – wenn Langeweile krank macht. (Mancanza di stimoli. Diagnosi di bore-out – quando la noia diventa malattia) Redline Verlag 2014

 Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Tratto da: https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/rischio-psicosociale-stress-C-35/la-sindrome-da-bore-out-AR-19411/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=3&utm_campaign=nl20190924%2BPuntoSicuro%3A+sommario+del+24+settembre+2019&iFromNewsletterID=2700 – Copyright © All Rights reserved 1999-2019 – All Rights Reserved.

Modalità di apprendimento dei Millennials e della Generazione Z

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L’impatto della tecnologia ha radicalmente modificato non solo il modo di apprendere dei nuovi studenti ma anche di pensare. Cosa e come cambiare della proposta formativa classica?

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Le competenze digitali tra millenials e over fifty

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L’attuale e sempre più crescente digitalizzazione sta facendo mutare, oltre il panorama socio-culturale, anche quello lavorativo: alcuni studi infatti, stimano che quasi la metà dei lavori svolti attualmente da persone fisiche nel mondo potrà essere automatizzato quando le tecnologie si saranno diffuse su scala globale. La previsione è che entro il 2020 si creeranno 2 milioni di nuovi posti di lavoro in tutto il mondo, ma contemporaneamente ne spariranno 7 milioni. La competenza richiesta ai lavoratori sarà quella digitale.

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La prevenzione individuale del technostress: la meditazione

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La Rete e il mondo virtuale non sono più realtà parallele alla vita reale, ma sono completamente intrecciate ad essa. Per quanto Internet sia ormai uno strumento socialmente accettato ed utilizzato dalla maggior parte della popolazione mondiale, non si può non riconoscere il rischio che, dall’uso della Rete, si sviluppino situazioni disadattive di dipendenza conseguenti a una inappropriata esposizione ad esso.

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Decision making e sicurezza sul lavoro: l’incidenza del fattore umano

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L’aspetto del decision making occupa molteplici aspetti della vita quotidiana e proprio per questo motivo è impossibile scinderlo da un contesto che caratterizza più di ogni altro la vita di tutti i giorni, ovvero quello lavorativo.

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Come aumentare la produttività in azienda con il benessere organizzativo

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Un’azienda sana può diventare quasi una seconda casa per i dipendenti che la sentono come propria: una realtà imprenditoriale positiva, composta da persone soddisfatte di alzarsi ogni mattina e sedersi alla propria scrivania o alla propria postazione, è capace di resistere ai cambiamenti dell’ambiente esterno e di adattarsi, incrementando anche la produttività.

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L’evoluzione dei Sistemi di Gestione verso la Lean Safety

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Il Lean è una metodologia che le aziende leader in tutto il mondo usano per promuovere e gestire processi di cambiamento nel loro business, secondo una logica che persegua contemporaneamente efficienza ed efficacia. In un ambito come quello della Sicurezza sui luoghi di lavoro, storicamente legato a rigidi schemi normativi che impongono alle aziende di fare o non fare determinate cose e che spesso sono percepiti come un costo significativo e non giustificato, la metodologia Lean introduce un approccio innovativo.

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La percezione del rischio: come reagiamo all’invasione del territorio

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Se è ovvio che i datori di lavoro debbano offrire luoghi di lavoro in cui i rischi per la salute e la sicurezza siano adeguatamente controllati, è altrettanto vero che la legge impone anche ai dipendenti l’obbligo di contribuire in questo senso. Inoltre, nell’ambito delle attività aziendali, i datori di lavoro sono tenuti a consultare i lavoratori e i loro rappresentanti, perché il management da solo non può avere una soluzione a tutti i problemi di salute e di sicurezza, mentre i lavoratori e i loro rappresentanti possono portare con sé un bagaglio di conoscenze dettagliate ed esperienza nell’ambito della propria attività lavorativa, e in che modo potrebbe nuocere alla loro salute e sicurezza. Forse sarà per questo motivo che i luoghi di lavoro in cui i lavoratori contribuiscono attivamente alla salute e alla sicurezza, registrano, nella maggioranza dei casi, percentuali inferiori di infortuni sul lavoro.

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