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Articolo di :

Cecilia Sistini

Il Care-Covid Manager [Newsletter]

643 359 Servadio & Partners

Il Covid-19 è un virus “biopsichico”?*(cit.A.Cirincione)

La prospettiva post emergenza che si prospetta, richiederà di adattare le modalità di organizzare il lavoro per un periodo non breve. Nel caso italiano il punto di riferimento per la ripresa delle attività è il protocollo (Governo, 2020) siglato dalle parti sociali il 14 marzo 2020 e integrato il 24 aprile 2020.

In questo documento sono indicati 13 cambiamenti necessari alla ripresa delle attività produttive. Questi richiederanno modifiche molto rilevanti nel funzionamento delle organizzazioni.

Il cambiamento è spesso accompagnato da incertezza, può creare lavoro aggiuntivo nella transizione e al termine può portare a un senso di perdita

Lo stress prodotto dal cambiamento organizzativo può essere legato sia al processo di cambiamento sia ai risultati raggiunti.

Le specifiche attività che richiamano la competenza degli Psicologi del lavoro e delle organizzazioni:

  • la partecipazione alla progettazione del percorso di cambiamento in relazione alle variabili psicosociali ed individuali;
  • la scelta degli strumenti di valutazione collettiva, loro utilizzo e valutazione delle risultanze per il report alla Direzione aziendale, al RSPP e al Medico Competente;
  • la rilevazione e il monitoraggio del clima organizzativo;
  • l’introduzione della valutazione individuale dello stress ed eventuale approfondimento sulla sindrome post traumatica da stress;
  • la valutazione e prevenzione della sindrome da burnout, un rischio che grava su tutti ma in particolare sugli operatori sanitari;
  • l’introduzione della valutazione psicologica individuale in caso di comportamento disfunzionale (ad esempio aggressivo);
  • la valutazione della performance lavorativa del gruppo e del singolo;
  • l’attività di re-energizzazione dei team aziendali;
  • l’attività di facilitazione nei processi fiduciari i membri dell’organizzazione;
  • la creazione del “care team interno” e la supervisione dello stesso;
  • l’attività di “primo soccorso psicologico”;
  • l’attività di Coaching e Team Coaching;
  • la Ristrutturazione del Benessere Organizzativo.

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Senza alcun impegno ti ricontatteremo quando programmeremo il corso.

Se volete usufruire dei nostri servizi o volete ricevere maggiori informazioni riguardo gli stessi, contattateci inviando una mail a info@servadioepartners.com

Lo spirito della ripresa [Newsletter]

800 449 Servadio & Partners

In una situazione di grave emergenza, ci si trova di fronte ad una realtà di vita differente dal normale. Alcuni sono stati costretti all’isolamento, altri hanno dovuto continuare a lavorare in un modo nuovo rispetto al solito, e altri ancora si sono trovati in prima linea ad affrontare l’emergenza.
Ognuno si è trovato di fronte ad uno scenario differente dal “normale” e ha reagito in maniera differente. Tutti, però, ci siamo trovati a dover cambiare, ad attingere alle nostre risorse e a volte ad esaurirle.

Stiamo per affrontare una nuova fase e questa volta dobbiamo essere preparati alla ripartenza. Non possiamo farci cogliere alla sprovvista, ma possiamo utilizzare strumenti per organizzare in maniera efficace il momento. Non possiamo pensare di riaffrontare la “normalità” come se nulla fosse stato e per questo dobbiamo portare il focus sulla persona, non solo su una parte di noi.
Tutta la nostra essenza è stata coinvolta deve essere pensata quindi un’azione integrata su: corpo, mente e comportamento.

In questa nuova fase della crisi dobbiamo avere come obiettivo primario il benessere della persona, indagandola in ogni sfera: lavorativa personale e intima.

Il nostro obiettivo è fornire un supporto concreto all’ integrazione, armonia e funzionalità di corpo, mente e comportamento, sostenendo la persona nell’ affrontare il cambiamento nel ruolo che investe e nella sfera privata.

CORPO  MENTE  COMPORTAMENTO  
Siamo abituati a sentirci prevalentemente soli e, troppo spesso, in questa isolata confusione non riusciamo a trovare un reale contatto con noi stessi. Abbiamo difficoltà a prenderci un attimo per fermarci, pacificare la nostra mente e riequilibrare il corpo; siamo in realtà immersi in un mare energetico.   Serve imparare a respirare con consapevolezza e presenza mentale, a far riposare la mente stanca per ritrovare una serenità ed una tranquillità interiore nei momenti del bisogno.   Attraverso l’apprendimento di esercizi “statici” e “dinamici” si può imparare a sbloccare tutti gli intrecci che la vita ci provoca, per ritrovare dentro di noi la fluidità e l’energia per affrontarla al meglio.La nostra parte cognitiva è sottoposta a pensieri di ogni genere (intrusivi e meno). Comprendere i meccanismi della memoria e il ruolo delle rappresentazioni mentali è di fondamentale importanza per attivare processi di adattamento funzionale e di resilienza.   Conoscere e comprendere il nostro funzionamento cognitivo, le principali “trappole della mente” e le nostre strategie di coping razionale basate sul principio di realtà può consentirci di gestire questi pensieri intrusivi, aiutandoci a diventare resilienti.La situazione attuale di caos e instabilità richiede una grande forza d’animo e la capacità di resistere e risalire sulla barca ribaltata dalle onde; risalire, fiduciosi nelle proprie risorse e nella possibilità futura di un miglioramento.   La Resilienza è forza d’animo, è il saper resistere agli urti della vita, risalendo e non rompendosi o, qualora rotti, riaggiustandosi. È in parte innata, ma in buona parte appresa.   Conoscere e imparare a pensare “resilientemente” attraverso i filtri cognitivi, che devono essere utilizzati frequentemente e non sporadicamente.

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Il tema della disconnessione associata al tecnostress

150 150 Servadio & Partners

L’epidemia causata dal Covid-19, più comunemente noto come Coronavirus, ha costretto la popolazione mondiale e, in particolare, quella italiana a rinchiudersi dentro casa. Ciò ha avuto come conseguenza la necessità di ricercare nuove forme di lavoro che esulassero da quelle più comuni e tipiche.
A tal proposito, la possibilità di svolgere “lavoro agile” (o smart working) è nota nel contesto italiano da diverso tempo ed è regolata dalla legge 81/2017. Invece, cosa meno comune (ma non di certo sconosciuta) riguarda l’utilizzo delle videoconferenze per ovviare all’impossibilità di comunicare vis-à-vis.
Questi due “nuovi” aspetti del lavoro, pur essendo delle modalità “comode”, portano con sé dei rischi legati ai temi di Disconnessione e Technostress. In che modo? Già nel 2008, Ragu-Nathan e collaboratori avevano ipotizzato (e poi validato) l’esistenza di cinque dimensioni di questo costrutto (Overload, Invasion, Complexity, Insecurity, Uncertainty). Il lavoro agile si associa alle dimensioni Overload e Invasion, mentre le videoconferenze richiamano la dimensione Uncertainty. Vediamo come.

Analizziamo il lavoro agile. Lo stereotipo del lavoratore moderno è quello che lo vede in possesso di un laptop e di uno smartphone aziendale. Il fine è quello di, da una parte, dotare il lavoratore degli strumenti adatti a svolgere la propria mansione anche fuori dall’ufficio e di renderlo efficiente lavorando con più strumenti simultaneamente (multitasking); dall’altra, di renderlo sempre reperibile. Tant’è che oggi un termine che si associa alla società moderna è quello di “24/7”, coniato da Jonathan Crary: cioè essere attivi e reperibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Ciò che non si considera è che l’utilizzo spropositato dei dispositivi digitali (smartphone su tutti), non fa altro che sovraccaricare il cervello di informazioni (Overload), impedendo al lavoratore di riposare anche fuori dall’orario di lavoro e durante i weekend, provocandogli, inoltre, la sensazione di sentirsi invaso (Invasion). In questo contesto, la possibilità di disconnettersi diventa allora un espediente per staccare la spina e a ridurre il rischio di “technostressarsi”. Cosa che, a pensarci bene, non si fa quasi mai.
Eppure, è la stessa legge che regola il lavoro agile a riconoscere al lavoratore «il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche di lavoro senza che questo possa comportare, di per sé, effetti sulla prosecuzione del rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi» subordinandolo al «rispetto degli obiettivi concordati e delle relative modalità di esecuzione del lavoro autorizzate dal medico del lavoro, nonché delle eventuali fasce di reperibilità».
Se per il lavoro agile la possibilità di disconnessione può figurare come un’utile strategia di difesa dal rischio Technostress, lo stesso non si può dire quando a disconnettersi non è l’essere umano, ma la tecnologia. Il lavoro da casa spesso ci induce a comunicare e a lavorare in videoconferenza con altre persone. Nonostante esistano ormai diverse piattaforme in grado di ottemperare a questa esigenza, si stanno riscontrando sempre più problemi di rete causati dall’elevato numero di persone connesse alla stessa videochiamata. E la colpa non può essere attribuita solo ed esclusivamente alla qualità della connessione Internet, considerando che la fibra copre buona parte del territorio nazionale.
La qualità della videochiamata può incidere fortemente sulla comunicazione generando incomprensioni, ma soprattutto malcontento e incertezza legati all’utilizzo di una tecnologia dalla quale ci si aspetterebbero meno malfunzionamenti (Uncertainty). A queste si accompagnano emozioni quali ansia, frustrazione, rabbia che si ripresentano spesso in questo periodo di quarantena obbligatoria.
Le stesse le possiamo ritrovare quando stiamo connessi troppo a lungo, magari perché ci sentiamo legittimati a rispondere ad una mail o ad una chiamata di lavoro fuori orario.
Potremmo, invece, utilizzare il tempo che abbiamo a nostra disposizione per prendere alcuni piccoli accorgimenti che migliorerebbero la nostra vita quotidiana, che vanno dalla semplice disconnessione dei dispositivi digitali alla più complessa elaborazione delle nostre emozioni. Ritagliarci del tempo per stare a contatto con le emozioni “negative” che queste situazioni ci suscitano potrebbe rivelarsi un’arma a nostro favore in questo grande periodo di incertezza. E, perché no, potremmo imparare a sdrammatizzare se Skype ci mostrasse improvvisamente un errore, proprio mentre stavamo esponendo un concetto fondamentale della formazione erogata in modalità webinar.
Allora, mentre restiamo a casa, proviamo a ripensare il nostro tempo, pensando che potrebbe andare peggio. Ad esempio, potremmo non avere Internet.

Massimo Servadio

Psicoterapeuta e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e Psicologia della Sicurezza lavorativa

Catalogo Corsi Webinar 2020 [Newsletter]

1024 733 Servadio & Partners

CATALOGO CORSI WEBINAR 2020

 La parola “webinar” è un neologismo che deriva dalla contrazione delle parole Web e Seminar. Il significato letterale è seminario via web e questa è l’esatta definizione: “Un webinar è un evento pubblico che avviene online, […] è un’occasione in cui più persone si ritrovano via internet, mediante una piattaforma o un software, nello stesso momento […] per discutere di un certo argomento: chi presenta o conduce l’evento può usare diversi strumenti online, mostrando slide, filmati, confrontandosi in diretta con gli altri partecipanti, sia in forma scritta […] sia a voce […].

Ci affidiamo alle piattaforme più comuni per venire il più possibile incontro alle vostre esigenze:

Oppure mettiamo a disposizione la nostra piattaforma webinar.

Il nostro obiettivo è fornire informazione e consapevolezza primaria sul tema in esame.

I NOSTRI TITOLI WEBINAR

  • STRESS E TECHNOSTRESS AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
  • COMPORTAMENTI ED EFFETTI DELL’ISOLAMENTO FORZATO
  • L’IMPATTO PSICOLOGICO DEL RITORNO AL LAVORO
  • RISCHIO BIOLOGICO E PROTOCOLLO COVID
  • GESTIONE CAPO COLLABORATORE: il ruolo del capo come agente di sviluppo dei propri collaboratori
  • TIME MANAGEMENT: gestire efficacemente le proprie attività nel tempo a disposizione
  • AGE MANAGEMENT: aumento dell’età anagrafica in azienda e valorizzazione delle risorse
  • PROBLEM SOLVING E DECISION MAKING
  • STILI DI NEGOZIAZIONE
  • GENDER MANAGEMENT
  • LEADERSHIP MULTICULTURALE: multiculturalità e pluriculturalità come una risorsa e non un ostacolo
  • SPUNTI DI ANALISI TRANSAZIONALE (AT) PER ORIENTARSI NELLA
  • GESTIONE DELLA RELAZIONE
  • ATTEGGIAMENTI RELAZIONALI E COMUNICAZIONE EFFICACE
  • “TU MI STAI DIECENDO CHE”: saper riformulare per portare a buon fine l’azione comunicativa.
  • SEMPLICI ACCORGIMENTI PER FARSI ASCOLTARE: alcuni suggerimenti semplici per migliorare la propria capacità di comunicazione.
  • IL COLORE DELLE EMOZIONI: riconoscere e verbalizzare le emozioni per migliorare la propria autoefficacia.
  • GESTIRE E COMUNICARE IN SITUAZIONE DI EMERGENZA
  • PERCORSI DI RESILIENZA NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA
  • DISFUNZIONI ORGANIZZATIVE: STRESS, MOBBING E BURN-OUT
  • STRESS: stress e corpo, stress e tempo, stress e conflitti
  • TECHNOSTRESS
  • CULTURA DELLA SICUREZZA E COMPORTAMENTI SICURI
  • NON TECHNICAL SKILLS IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
  • TUTTI I CORSI DI CUI ART. 37 T.U. 81/08 & ACCORDO STATO-REGIONI 21.12.2011

È possibile creare anche corsi webinar disegnati su misura per voi!

Se volete usufruire dei nostri servizi o volete ricevere maggiori informazioni riguardo gli stessi, contattateci inviando una mail a info@servadioepartners.com

Novità da Fondimpresa, i nostri titoli Webinar e il Servizio di Supporto Psicologico [Newsletter]

275 183 Servadio & Partners

Il Consiglio di Amministrazione di Fondimpresa in data 15 Aprile 2020 ha deciso di prorogare fino al 15 Giugno la sospensione di tutte le attività formative in modalità Aula frontale.

È stata, inoltre, data la possibilità di realizzare, con decorrenza 15 Aprile, la conversione in modalità Videoconferenza delle attività formative in corso già finanziate da realizzare in modalità Aula frontale, di Coaching e Action Learnig.

Tale determinazione rientra nell’ambito della fase di “Emergenza Sanitaria”, decretata dalle autorità di Governo, per contenere la diffusione del virus Covid-19.

Notizia completa sul sito Fondimpresa

A tal proposito…

I NOSTRI TITOLI WEBINAR

  • STRESS E TECHNOSTRESS AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
  • COMPORTAMENTI ED EFFETTI DELL’ISOLAMENTO FORZATO
  • L’IMPATTO PSICOLOGICO DEL RITORNO AL LAVORO
  • RISCHIO BIOLOGICO E PROTOCOLLO COVID
  • AGE MANAGEMENT: aumento dell’età anagrafica in azienda e valorizzazione delle risorse
  • GESTIONE CAPO COLLABORATORE: il ruolo del capo come agente di sviluppo dei propri collaboratori
  • PROBLEM SOLVING E DECISION MAKING
  • GESTIRE E COMUNICARE IN SITUAZIONE DI EMERGENZA
  • TECHNOSTRESS
  • STRESS, STRESS E CORPO, STRESS E TEMPO, STRESS E CONFLITTI
  • DISFUNZIONI ORGANIZZATIVE: STRESS, MOBBING E BURN-OUT
  • CULTURA DELLA SICUREZZA E COMPORTAMENTI SICURI
  • NON TECHNICAL SKILLS IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
  • PERCORSI DI RESILIENZA NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA
  • MULTICULTURALITÀ E PLURICULTURALITÀ COME UNA RISORSA E NON UN OSTACOLO.
  • LEADERSHIP MULTICULTURALE
  • GENDER MANAGEMENT
  • TUTTI I CORSI DI CUI ART. 37 T.U. 81/08 & ACCORDO STATO-REGIONI 21.12.2011

È possibile creare anche corsi webinar disegnati su misura per voi.

Per Concludere…

Se pensate che un supporto psicologico possa esservi d’aiuto in questo momento di difficoltà per l’Italia
intera, noi della Servadio & Partners mettiamo a vostra disposizione tutte le nostre competenze
attraverso/grazie ad un team di professionisti psicologi.

Non cercate di placare l’ansia inseguendo informazioni spesso amplificate ed incontrollate.

In caso di quesiti di tipo medico o comportamentale, vi raccomandiamo di seguire le indicazioni fornite dalle Autorità sanitarie:

Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità


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info@servadioepartners.com

I nostri corsi Webinar [Newsletter]

800 532 Servadio & Partners

La Servadio & Partners non si ferma e propone il suo catalogo corsi anche in modalità Webinar!

Per ottenere una buona qualità del prodotto e soddisfare utenti e formatori, proponiamo Webinar che non superino complessivamente l’ora e mezza.

Ci affidiamo alla nostra piattaforma o a quelle più efficienti per venire incontro alle vostre esigenze:

Il nostro obiettivo è fornire informazione e consapevolezza primaria sul tema in esame.

I NOSTRI TITOLI WEBINAR

  • AGE MANAGEMENT: aumento dell’età anagrafica in azienda e valorizzazione delle risorse
  • GESTIONE CAPO COLLABORATORE: il ruolo del capo come agente di sviluppo dei propri collaboratori
  • PROBLEM SOLVING E DECISION MAKING
  • GESTIRE E COMUNICARE IN SITUAZIONE DI EMERGENZA
  • TECHNOSTRESS
  • STRESS, STRESS E CORPO, STRESS E TEMPO, STRESS E CONFLITTI
  • DISFUNZIONI ORGANIZZATIVE: STRESS, MOBBING E BURN-OUT
  • CULTURA DELLA SICUREZZA E COMPORTAMENTI SICURI
  • NON TECHNICAL SKILLS IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO
  • STRESS E TECHNOSTRESS AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
  • COMPORTAMENTI ED EFFETTI DELL’ISOLAMENTO FORZATO
  • PERCORSI DI RESILIENZA NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA
  • RISCHIO BIOLOGICO E PROTOCOLLO COVID
  • MULTICULTURALITÀ E PLURICULTURALITÀ COME UNA RISORSA E NON UN OSTACOLO. LEADERSHIP MULTICULTURALE
  • GENDER MANAGEMENT

È possibile creare anche corsi webinar disegnati su misura per voi.

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La formazione Servadio & Partners srl non si ferma durante l’emergenza Coronavirus! [Newsletter]

253 109 Servadio & Partners

L’arte della formazione è un muscolo che se non utilizzato si atrofizza; il nostro obiettivo è quello di restare attivi,di poter dire “continuiamo ad esistere” e “continuiamo a formarvi”, attraverso modalità di comunicazione e formazione nuove.

COS’E’ IL WEBINAR?

La parola “webinar” è un neologismo che deriva dalla contrazione delle parole Web e Seminar. Il significato letterale è seminario via web e questa è l’esatta definizione: “Un webinar è un evento pubblico che avviene online, […] è un’occasione in cui più persone si ritrovano via internet, mediante una piattaforma o un software, nello stesso momento […] per discutere di un certo argomento: chi presenta o conduce l’evento può usare diversi strumenti online, mostrando slide, filmati, confrontandosi in diretta con gli altri partecipanti, sia in forma scritta […] sia a voce […].

Grazie a internet, il webinar coniuga in un’unica esperienza la comodità di fruizione da remoto con l’efficacia e l’interattività tipiche di un evento in presenza. Proprio come in un’aula reale ci si ritrova all’ora prestabilita e tutti i partecipanti hanno la possibilità di intervenire attivamente nel corso dell’evento per porre domande e condividere idee.
Scegliamo insieme a te la piattaforma Webinar che meglio incontra le nostre esigenze, il tema della formazione necessaria e organizziamo gli argomenti con lo scopo di creare massimo interesse e massima collaborazione da parte dei partecipanti.

Analizziamo nel dettaglio:

  • la condivisione dello schermo
  • l’interfaccia docente/discente
  • la registrazione dei partecipanti
  • il numero dei partecipanti
  • la presenza di chat o modalità alternativa di interazione
  • la presenza di lavagna
  • la registrazione (eventuale) della sessione
  • il materiale didattico
  • la durata (consigliata 1,5/2h, massimo 4h)
  • il costo

Se per te è importante non fermare le attività di formazione della tua azienda e vuoi una soluzione all-inclusive con un unico strumento, contattaci e senza impegno analizzeremo insieme il tuo progetto webinar passo per passo e gli obiettivi che vuoi raggiungere!

Se volete usufruire dei nostri servizi o volete ricevere maggiori informazioni riguardo gli stessi, contattateci inviando una mail a

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Consigli per affrontare l’emergenza COVID-19

1024 576 Servadio & Partners

Clicca sull’immagine per visualizzare il video.

Sostegno Psicologico COVID-19 [Newsletter]

848 454 Servadio & Partners
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Percezione del rischio, comportamenti sicuri ai tempi del Coronavirus

150 150 Servadio & Partners

In questo momento di emergenza mondiale, i temi della coscienza civica e quello dell’etica dei comportamenti assumono un ruolo predominante.

Il richiamo “presidenziale” alla solidarietà gruppale e alla responsabilità personale rimanda nel concreto all’adozione di comportamenti sicuri e responsabili.

La decisione di adottare pedissequamente o meno, le indicazioni comportamentali del vademecum ufficiale del Ministero della Sanità in tema COVID 19, fa parte dei processi cognitivi legati alla percezione del rischio.

Un aspetto che vorrei porre in attenzione è quello legato all’esibizione sempre più frequente della violazione comportamentale, intesa ed esemplificata nel “so che dovrei comportarmi così, ma nel concreto mi comporto diversamente”.

Scomodando L.Festinger, potrei dire che siamo di fronte ad uno dei tanti esempi di dissonanza cognitiva, cioè di “potenziale” stato di disagio scaturito dall’incoerenza tra quello che penso/credo e come poi in realtà mi comporto.

Ma nella realtà è proprio l’agire al contrario dell’effetto della solidarietà gruppale, ad attutire o addirittura annullare il personale quanto auspicato disagio.
Ritengo invece che sia più un problema di un’errata percezione del rischio, la causa determinante e propulsiva di comportamenti elusi e violanti le indicazioni comportamentali tese a ridurre il contagio del COVID 19.
Da dove può nascere questa disfunzionale, per la salute della collettività e per la propria, errata percezione del rischio?

Ricordiamoci che il nostro cervello prende spesso scorciatoie, che non aiutano a percepire correttamente il rischio:
Ad esempio (tratto dal Vademecum dell’Ordine degli Psicologi della Liguria): ricordiamo di più e facciamo maggiormente caso ai fatti che riportano le peggiori conseguenze.
Stimiamo più alta la probabilità di un evento se questo riceve forte attenzione mediatica ed è ad alto contenuto ed impatto emotivo.
Valutiamo più grave una minaccia le cui conseguenze sono visibili nell’immediato ( COVID-19 versus Emergenza climatica).

Un contributo importante a mio avviso è dato dall’infausta assunzione “in tanto accadrà agli altri e non a me” che ha un forte grado di parentela con la sindrome “Nimby”, not in my back yard, letteralmente “non nel mio cortile”).

Sempre in tema di “Nimby” la situazione odierna ci impone un atteggiamento di coscienza civica e responsabilità che ci dovrebbe spostare su un più utile “Pimby”, “please in my back yard”, letteralmente “per favore nel mio cortile”.

E’ proprio l’assunzione di questo tipo di atteggiamento e conseguentemente l’adozione di comportamenti diligenti e sicuri ad elicitare concretamente la resilienza che ci viene richiesta e che ci serve nel concreto.

Infine uno sguardo di positività… rallentare significa anche avere più tempo per riflettere, rivedere alcuni impegni, riprendere certe relazioni, almeno a distanza…

Assumere temporaneamente una posizione “depressiva” non è poi così male se ovviamente questa modalità può essere utile a rivederti e rivedere con “lenti” diverse, situazioni e progetti, destrutturare paradigmi e certezze mai così in realtà incerte e volatili…


Massimo Servadio

Psicoterapeuta e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e Psicologia della Sicurezza lavorativa