Articolo di :

Valentina Leoncini

La partecipazione dei lavoratori alla sicurezza

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Se è ovvio che i datori di lavoro debbano offrire luoghi di lavoro in cui i rischi per la salute e la sicurezza siano adeguatamente controllati, è altrettanto vero che la legge impone anche ai dipendenti l’obbligo di contribuire in questo senso. Inoltre, nell’ambito delle attività aziendali, i datori di lavoro sono tenuti a consultare i lavoratori e i loro rappresentanti, perché il management da solo non può avere una soluzione a tutti i problemi di salute e di sicurezza, mentre i lavoratori e i loro rappresentanti possono portare con sé un bagaglio di conoscenze dettagliate ed esperienza nell’ambito della propria attività lavorativa, e in che modo potrebbe nuocere alla loro salute e sicurezza. Forse sarà per questo motivo che i luoghi di lavoro in cui i lavoratori contribuiscono attivamente alla salute e alla sicurezza, registrano, nella maggioranza dei casi, percentuali inferiori di infortuni sul lavoro.

Cosa si intende però, nello specifico, con «partecipazione dei lavoratori»? La partecipazione dei lavoratori alla salute e alla sicurezza è un semplice processo bilaterale in base al quale i datori di lavoro e i lavoratori, per mezzo anche dei loro rappresentanti, si parlano, ascoltano gli uni le preoccupazioni degli altri, condividono opinioni e informazioni, affrontano i problemi senza indugio, tengono in considerazione le proposte di tutti, si impegnano per trovare soluzioni comuni, e manifestano fiducia e rispetto reciproci.

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Gamification e sicurezza: quando il gioco diventa cosa seria

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Introdotto per la prima volta nel 2002 dal programmatore di giochi inglese Nick Pelling, il termine “Gamification” acquista popolarità dal 2010 e oggi rappresenta un tema complesso, multi-dimensionale e multi-disciplinare.

Fra le varie definizioni, quella che ritengo maggiormente esaustiva definisce la Gamification “l’applicazione di meccaniche di gioco e tecniche di game design per ingaggiare e motivare le persone a raggiungere propri obiettivi”. È questa una perfetta sintesi degli aspetti essenziali che riguardano questa prassi, atta a utilizzare aspetti propri del gioco (game) in contesti non ludici.

La Gamification ha sostanzialmente tre punti di forza che le garantiscono efficacia e assicurano a imprese e organizzazioni di raggiungere risultati performanti:

  1. Motivazione: la Gamification infatti ingaggia gli individui attivando e integrando differenti leve motivazionali
  2. Divertimento: l’aspetto ludico è in qualche modo richiamato attraverso un’esperienza condivisa, premiante e totalmente immersiva, rendendo chi la vive un vero protagonista
  3. Felicità: il fine ultimo è quello di aumentare il livello di soddisfazione e di emozioni positive che a loro volta favoriscono il benessere dell’audience

E le implicazioni nella Sicurezza?

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Modi di fare e modi di intendere la formazione alla sicurezza

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In un mondo virtuoso la quantità di formazione da eseguire dovrebbe essere accompagnata dalla qualità della stessa e soprattutto dalla resa della stessa in termini di apprendimento teorico-pratico dei discenti.
È solo utopico? Qual è lo stato dell’arte?
Dalla mia esperienza ma soprattutto dal confronto con gli altri, ne esce un quadro d’insieme leggermente diverso dalla precedente affermazione virtuosa.

Parto da quello che secondo me è il vero obiettivo della formazione: un’occasione per pensare e pensare con gli altri.
I protagonisti della sfida sono in primis il formatore e il discente.
Il formatore ha il delicato ma decisivo compito di accendere affetti e idee a prescindere dal contenuto del suo intervento; la sua motivazione deve essere intrinseca e deve “trasudare” continuamente nella sua presenza fisica e mentale hic et nunc in aula.
Tradotto: il primo a crederci deve essere lui….

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I nostri temi “caldi”

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Una breve sintesi dei temi più salienti che trattiamo.
Una breve sintesi di quello che è il nostro impegno.
Una breve sintesi dei nostri principali progetti.
Una breve sintesi delle nostre competenze più specifiche.
Una breve sintesi di ciò che i Clienti ci chiedono.
Una breve sintesi dei bisogni che soddisfiamo.

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Technostress: un’analisi tecnica del fenomeno

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Nel lontano 1984, in concomitanza dell’uscita del suo nuovo libro “Technostress: the human cost of computer revolution”, lo psicologo americano Craig Broad pone l’accento sull’emersione di un nuovo fenomeno, quello dello stress relativo all’uso delle nuove tecnologie. Definisce il technostress come “un disagio moderno causato dall’incapacità di coabitare con le nuove tecnologie del computer”. È il primo ad affrontare questo tema, mentre l’umanità comincia a rapportarsi con una “primitiva” rivoluzione tecnologica.

Devono passare dodici anni prima che qualcuno si interessi nuovamente al technostress, quando il professor Richard A. Hudiburg presenta la ricerca “Assessing and Managing Technostress” sulla relazione tra stress, nuove tecnologie e attività del bibliotecario.
Un anno dopo, gli psicologi Michelle Weil e Larry Rosen pubblicano il libro “TechnoStress: Coping with Technology @Work @Home @Play”, nel quale ampliano la definizione di technostress fornita da Broad e lo definiscono “ogni impatto o attitudine negativa, pensieri, comportamenti o disagi fisici o psicologici causati direttamente o indirettamente dalla tecnologia”. Il tema irrompe nel mondo del lavoro e delle aziende.

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Diversity Management: la flessibilità e gli aspetti di sicurezza

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Le forme di telelavoro o recentemente di “ smart working” trovano ancora poca diffusione; i lavoratori autonomi, il settore immobiliare, i servizi finanziari o il settore dell’education sono i settori italiani che possono competere con le popolazioni aziendali scandinave e olandesi.

Il “lavorare da casa” genera indubbi benefici sia per l’azienda che lo pratica, sia per la collettività.

Recenti ricerche hanno evidenziato come la lunghezza dell’orario di lavoro è mediamente maggiore per gli uomini, rispetto alle donne e per i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti. I lavoratori part-time in primo luogo le donne e coloro che lavorano meno di 35 ore alla settimana sono i più soddisfatti rispetto al bilanciamento tra vita e lavoro e presentano la più bassa incidenza di problemi di salute fisici e psicologici.

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Il Rischio Aggressione sul luogo di lavoro: quando l’aggressore è il cane

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Il Rischio Aggressione è un rischio emergente sempre più diffuso nel mondo del lavoro.

Assume sfumature differenti a seconda dell’azienda e delle mansioni professionali; può essere interno all’organizzazione o provenire dall’esterno, può nascere da incomprensioni interculturali e ha una forte componente di relazione interpersonale.
Tutto questo implica sempre un rapporto uomo-uomo (inteso come genere umano).

Ma quando l’aggressore è un animale domestico?

Stiamo seguendo un’attività formativa presso un’azienda cliente, a conclusione di un intervento consulenziale che ha visto la redazione di un DVR specifico sul rischio aggressione, con relative procedure e modulo operativo di segnalazione.
Fra le macro mansioni maggiormente esposte al rischio abbiamo individuato; letturisti del gas; addetti al pronto intervento; operai polivalenti dedicati a interventi di allaccio/chiusura contatori (soprattutto per morosità).
In altri termini, tutti operatori che si recano presso l’utente finale e, nello specifico, presso il domicilio.
È assai frequente imbattersi in cani, dal momento che, spesso, il focolaio domestico è protetto da questi amici a quattro zampe che non amano intromissioni da parte di estranei.

È evidente che ogni animale ha una propria indole e un proprio carattere, ma molto spesso la reazione aggressiva è frutto di un’errata comunicazione uomo-animale, tenendo conto che lo stesso padrone frequentemente ignora i segnali comunicativi del proprio animale.

La nostra attività formativa prevede un lavoro in tandem con un esperto addestratore di cani.
Insieme affrontiamo i temi di comunicazione efficace; linguaggio del corpo; gestione dei conflitti; tecniche di disarmo dell’aggressività, sviluppandoli con un parallelismo continuo fra relazione uomo-uomo e relazione uomo-animale.
Non solo, nella parte più pratica, lavoriamo direttamente con il cane addestrato, sensibilizzando i partecipanti stessi a comprendere il linguaggio dell’animale e le dinamiche che inducono le sue reazioni, in una cornice assolutamente protetta.

Nessuna forzatura, ma un lavoro di squadra e di negoziazione costruttiva nella relazione uomo-uomo e nell’interazione uomo-animale.

Stress lavoro-correlato: riflessioni sull’aggiornamento INAIL

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Sono passati quasi sei mesi dalla pubblicazione da parte di INAIL del manuale “La metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato”. Tale monografia è la nuova edizione aggiornata del testo del 2011 ‘Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato”.
In questo articolo provo ad illustrare quali sono le novità di tale aggiornamento alla luce della mia esperienza di consulente in questi ultimi sei mesi.

Una premessa: l’impianto metodologico è sostanzialmente invariato.

Il processo di valutazione e gestione del rischio si compone sempre di 4 fasi (fase propedeutica, fase della valutazione preliminare, fase della valutazione approfondita, fase di pianificazione degli interventi correttivi e piano di monitoraggio) e l’algoritmo, o diagramma di flusso come lo si preferisce definire, che raccorda tra loro le 4 fasi è identico a quello del 2011.

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NOVITA’: Corsi di Guida Sicura come Corso di Aggiornamento Sicurezza per Lavoratori

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In collaborazione con l’Autoscuola Macciò di Genova siamo lieti di presentare un nuovo prodotto formativo:

I corsi di Guida Sicura dedicati alle AZIENDE

Da oggi sarà possibile per le aziende che devono ottemperare agli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza proporre ai propri lavoratori un percorso formativo per imparare la teoria e la tecnica della guida sicura.

Questo percorso è dedicato sia a tutti quei lavoratori che utilizzano le quattro ruote per lavorare ma è indicatissimo anche per chi utilizza l’auto per recarsi sul posto di lavoro.

Ecco il programma di massima (si possono apportare delle variazioni sulla base delle esigenze delle aziende)

Obbiettivi del Corso

Rendere gli allievi capaci di reagire con prontezza di fronte all’emergenza: questo corso insegna le tecniche di base della guida sicura riproducendo in pista le principali situazioni di pericolo e gli imprevisti che la strada a volte ci costringe ad affrontare.

Programma del Corso

Modulo teorico (4 ore)

  • Analisi delle dinamiche del veicolo
  • Trazione
  • Tecniche di guida e di sterzata
  • Traiettorie
  • Perdita di aderenze
  • Sottosterzo e sovrasterzo
  • Tecniche frenata
  • Sistema di guida in condizioni difficili
  • Situazioni di pericolo nel traffico
  • Comportamenti a rischio
  • La percezione del rischio e la propensione al rischio

Modulo pratico (4 ore)

  • Modulazione di frenata e misurazione dello spazio di arresto
  • Sottosterzo e Sovrasterzo in curva
  • Sovrasterzo con Skid car
  • Evitamento Ostacolo
  • Serie di giri in Pista: diagnosi guida, 2 giri sia con trazione anteriore che con posteriore

 

Per preventivi e maggiori informazioni contattaci

Se invece sei interessato ad un corso di guida sicura individuale (non  valevole come aggiornamento lavoratori) ti invitiamo a contattare direttamente l’autoscuola Macciò

www.autoscuolamaccio.com