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La gestione del collaboratore difficile nei luoghi di lavoro

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“La gestione del collaboratore difficile nei luoghi di lavoro”

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Servadio & Partners cambia volto

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Servadio & Partners cambia volto.
Il processo di rinnovamento e potenziamento che proponiamo all’interno delle aziende lo veicoliamo in primis all’interno della nostra realtà.
Nuova immagine coordinata, restyle del sito web, nuova struttura, nuova offerta formativa e consulenziale… ma sempre la competenza e l’esperienza consolidata da oltre 15 anni di lavoro sul campo.

Questo è l’anno dell’Age Management

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Questo è l’anno dell’Age Management. L’allungamento della vita in tutti i Paesi industrializzati, accompagnato da un declino della natalità, sta portando a un progressivo invecchiamento della popolazione. La fascia di persone tra 55 e 64 anni aumenterà di circa il 16,2% (9,9 milioni) tra il 2010 e 2030. La conseguenza sarà un invecchiamento della forza-lavoro: una vera e propria bomba a orologeria per l’organizzazione del mercato lavorativo.
Un nuovo fenomeno che andrà a incidere proprio sulla gestione delle risorse umane in azienda: valorizzare la “age diversity” e ottimizzare il contributo degli “over”.
Il nostro intervento, consulenziale e formativo, vuole creare consapevolezza sull’importanza di questa tematica, presentando i principali strumenti di intervento e andando a lavorare sul clima interno, sulle relazioni e sulla flessibilità all’interno dell’organizzazione aziendale.

Relazioni a Convegni e Interventi Accademici

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  • “Stress lavoro correlato e benessere organizzativo” – Giornate di approfondimento AiFOS, 14 e 15 maggio 2015 (Anagni -FR)
  • “Le Competenze necessarie per acquisire sicurezza” Le N.T.S. – Convegno “La Cultura della sicurezza nell’Europa di domani” Settimo Torinese, 10-11 febbraio 2015
  • “Convegno Nazionale Campagna Europea Stress, “Lo Stress correlato al lavoro”- Sala Consigliare Comune di Pescara, 3 ottobre 2014
  • “Corso Stress lavoro-correlato, mobbing, burnout” – Evento residenziale Nemi-Hotel Monte Artemisio, 11 ottobre 2013.
  • “Tra obblighi e opportunità”: il ruolo del medico competente formatore”, Serate di aggiornamento teorico pratico per il medico del lavoro”, Moncalieri 10 dicembre 2012.
  • “La Cultura della Sicurezza come strumento di prevenzione e protezione” – Convegno BESAFE.IT Progetto Distretto Rotaract 2030 Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, Genova 6 maggio 2011.
  • “La Valutazione oggettiva dello Stress Lavoro Correlato” – Convegno AIFOS, Fiera nazionale Ambiente e Lavoro, Bologna 3 maggio 2011.
  • “Quali esempi significativi di applicazione aziendale? Esperienze di valutazione dello stress lavoro-correlato – Convegno AIDP Liguria, Genova 1 luglio 2010.
  • Serate di Aggiornamento Teorico Pratico per il Medico del Lavoro “STRESS LAVORO-CORRELATO Linee Guida e…..” Brescia e Torino, maggio-giugno 2010.
  • “La Valutazione del rischio da Stress Lavoro Correlato:l’analisi organizzativa e le risposte del Management Aziendale” Convegno Expo’ sicuramente Brescia maggio 2010.
  • “Sicurezza sul Lavoro. Un’azienda particolare: lo studio professionale. Posizioni di garanzia e responsabilità” – Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della Spezia 14/05/2010.
  • Esperienze aziendali di valutazione del rischio stress lavoro correlato” Convegno AIDP Liguria, Genova 10 dicembre 2009.
  • “La valutazione dei fattori di rischio psicosociali: Stress lavoro-correlato (Metodi e strumenti)”, Convegno AIFOS- Ecotarget Brescia 13, 14 Febbraio 2009.
  • “Esperienza pratica di Valutazione del rischio stress-lavoro correlato: l’approccio dello Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni”, Seminario nazionale Associazione Nazionale Medici D’Azienda. Arenzano (GE), 28/11/2008.
  • “Esperienza pratica di valutazione del rischio stress lavoro correlato:l’approccio dello Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni”. Convegno CFA Ecotarget “La valutazione dei fattori di rischio psicosociali”: Moncalieri (TO) 20/11/2008.
  • “Il fenomeno stress e la valutazione dello stress lavoro-correlato”. Seminario presso Confindustria Savona, 23/10/2008.
  • “I rischi psicosociali, definirli e misurarli”. Expò sicuramente, Brescia, 29/05/2008.
  • “Le distorsioni nel processo negoziale in ambito della sicurezza sul lavoro”. Fiera nazionale Ambiente e Lavoro, Bologna 7/06/2007.
  • “L’agente facilitatore del cambiamento in ambito Sicurezza sul lavoro”. Convegno Expò sicuramente – Brescia, Maggio 2007.
  • “Il Feedback nella comunicazione sulla sicurezza: un’opportunità’ di cambiamento organizzativo”. Corso di Psicologia della Sicurezza. Università Bicocca, Milano; Marzo 2007.
  • “Il Feedback nella comunicazione sulla sicurezza: un’opportunità’ di cambiamento organizzativo” Fiera nazionale Ambiente e Lavoro. Modena, 12/10/2006.
  • “Tecniche di Comunicazione e Gestione delle Risorse Umane nella Sicurezza sul Lavoro”. La tutela della salute dei lavoratori: sicurezza e qualità del lavoro. Genova, 21/11/1996.

E’ attivo l’Avviso 4/2016

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E’ attivo l’Avviso 4/2016 – SOSTEGNO ALLE IMPRESE ADERENTI PER LA FORMAZIONE DI NEOASSUNTI E DISOCCUPATI E INOCCUPATI DA ASSUMERE – di Fondimpresa

Avviso aperto a tutte le aziende aderenti a Fondimpresa.
Il Piano può essere aziendale o interaziendale, con il coinvolgimento di più aziende.
I destinatari della formazione rientrano nella categoria lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato da non più di sei mesi alla data di presentazione del piano; oppure disoccupati o inoccupati che l’azienda intende assumere con contratto a tempo indeterminato a conclusione del piano.
Il contributo aggiuntivo ammissibile è al massimo 5.000 euro per numero totale dei partecipanti.
Per saperne di più: http://www.fondimpresa.it/come-funzioniamo/i-canali-di-finanziamento/contributo-aggiuntivo/avvisi-aperti/935-avviso-4-2016-formazione-neoassunti-disoccupati-e-inoccupati-da-assumere

E’ attivo l’Avviso 1/2017 – AMBIENTE E TERRITORIO – di Fondimpresa

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E’ attivo l’Avviso 1/2017 – AMBIENTE E TERRITORIO – di Fondimpresa.
I beneficiari sono le aziende aderenti a Fondimpresa già in possesso delle credenziali. Il Piano deve coinvolgere almeno 3 aziende e un minimo di 30 lavoratori. Almeno il 30% dei destinatari deve provenire da PMI. Il percorso formativo finanziato deve riguardare esclusivamente l’adeguamento e lo sviluppo delle competenze tecniche dei lavoratori nei campi della prevenzione del rischio sismico e idrogeologico; delle competenze connesse all’efficienza energetica e all’uso di fonti integrative e rinnovabili, ai materiali e alle soluzioni per la sostenibilità ambientale.
Per saperne di più: http://www.fondimpresa.it/come-funzioniamo/i-canali-di-finanziamento/conto-di-sistema/avvisi-aperti/970-avviso-1-2017-ambiente-e-territorio
La Servadio & Partners propone, inoltre, una proposta formativa su “La Reputazione Sociale e ambito ambientale”.

Convegno organizzato da organizzato da AiFOS

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Giovedì 16 marzo 2017 dalle ore 14:00 alle ore 18:00 Direzione Regionale Inail Liguria si terrà il convegno di studio e approfondimento EUTECNO, SMART WORKING e AGE MANAGEMENT organizzato da AiFOS (Associazione Italiana Formatori e Operatori della Sicurezza sul Lavoro), con il patrocinio di Inail.
Massimo Servadio interverrà per parlare de “Il capitale umano e professionale dei lavoratori over 50”.
Altri interventi: Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS, su “Lo smart-Working dal punto di vista organizzativo e Industria 4.0”.
Paolo Clerici, Contarp Inail Direzione Regionale Liguria.
Andrea Cirincione, Psicologo del Lavoro e Formatore Qualificato AiFOS, su “L’ergonomia della competenza in funzione dell’età”.
Bruno Moretti, Direttore Risorse Umane e Organizzazione AMIU S.p.A., con una testimonianza aziendale: “Active ageing: sei active…o ageing?”

La cultura della sicurezza nel lavoro

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La “Cultura della Sicurezza”, viene spesso menzionata per lamentarne la carenza o l’assenza.

Riconosciute le differenze tra gli adempimenti spettanti ai Datori di Lavoro, Dirigenti e Preposti ed ai lavoratori, la negligenza verso la sicurezza non riconosce barriere fisiche o funzionali.
In molte situazioni parlare di Cultura della Sicurezza, suona come una scommessa o addirittura “un lusso che non ci possiamo permettere”.

Per “Cultura della Sicurezza” ci riferiamo all’insieme dei processi organizzativi e delle pratiche professionali, delle norme scritte e delle convenzioni informali, dei linguaggi, dei modi di pensare, di percepire e di rappresentare il rischio in azienda.

Purtroppo la sua promozione e interiorizzazione tra i lavoratori, trova diversi ostacoli di natura quotidiana. Innanzitutto, la considerazione da parte delle organizzazioni e dei lavoratori, che per raggiungere un risultato sia necessario affrontare un rischio ed un costo, seguita dal sussistere di un notevole scarto tra i processi di riorganizzazione delle modalità di valutazione e gestione dei rischi e la reale organizzazione del lavoro.
A questi fattori bisogna aggiungere il poco interesse tuttora persistente, rivolto al “fattore umano-soggettivo”, penalizzato in favore degli aspetti tecnico-organizzativi dell’azienda.
Spesso si ha una coscienza limitata dei rischi che si corrono: la percezione e l’interpretazione della
situazione rischiosa sono demandate ad euristiche cognitive di tipo ingenuo, di per sé oggetto di distorsione o a fenomeni ricorrenti di “induzione popolare”, che non si basano sui numeri obiettivi, ma sull’impatto psicologico che hanno gli incidenti, soprattutto quelli più recenti, sui lavoratori stessi.
A questo va affiancato il concetto che in psicologia è stato definito perdita di paura: ogni volta che un lavoratore trascura una procedura senza incorrere in un danno, perde un po’ di quella paura che lo spinge ad adottare comportamenti sicuri.

Per quale motivo non si investe nella sicurezza?

Oggigiorno investire nella sicurezza è ritenuto troppo dispendioso. In realtà analizzando più nel dettaglio la letteratura manageriale, essa ci mostra come una gestione poco responsabile della sicurezza agisce sulla voce “costi diretti”, esempio:

• vendite e l’export
• clima interno
• posizionamento
• diminuzione della redditività
• aumento del premio INAIL
• danni agli impianti
• danni alle persone
• sostituzione dell’infortunato
• rapporti con l’autorità
• spese legali

e sulla voce “costi indiretti”, rappresentati ad esempio:

• tempo di lavoro perso dal lavoratore
• tempo di lavoro perso dai lavoratori del reparto
• perdita di efficienza per la rottura del team e tempo perso dal responsabile
• costi di formazione per il rimpiazzo
• danni alle attrezzature
• danni indiretti derivanti dall’incidente
• fallimento nel rispetto delle scadenze
• reputazione dell’azienda
• clima interno psicologico

Come si costruisce una Cultura della Sicurezza in azienda?

Per costruire una cultura della sicurezza in azienda, bisogna per prima cosa, cominciare ad abituarsi a “pensare sicuri” in una logica di benessere globale che coinvolga l’uomo, il cittadino ed infine il lavoratore.
Per concretizzare l’idea astratta di sicurezza in una realtà tangibile, bisogna dar tempo alla cultura della sicurezza di mettere radici profonde nel terreno sociale: a tal fine troverebbe utilità allo scopo l’introduzione della formazione alla sicurezza ed alla salute, non solo nell’ambiente lavorativo, ma a partire dal programma scolastico curriculare: lo scopo è quello di sensibilizzare i giovani e creare canali volti a favorire la diffusione di buone pratiche, tenendo anche conto che in questa fase il futuro imprenditore e il futuro operaio si trovano in un’ideale condizione di parità e neutralità davanti all’informazione che oggettiva la sicurezza sul lavoro.

Come si diffonde una Cultura della Sicurezza?

La diffusione della Cultura della Sicurezza, trova terreno fertile, quando un’azienda, nei processi di governance passa dal mero adempimento alle leggi, ad un approccio più ampio e condiviso verso il significato comune del lavorare in sicurezza, tenendo conto della produttività e contemporaneamente del benessere delle persone.
Inoltre sono sufficienti importanti e mirati investimenti volti all’ottimizzazione delle modalità gestionali, in particolare sui capi, sui coordinatori, sui ruoli di responsabilità, sulle relazioni tra i lavoratori.
Ancora: agire sui comportamenti, smontare le cattive abitudini e favorire le buone prassi, stimolare la motivazione alla sicurezza attraverso una formazione partecipata e periodica a tutti i livelli, ma soprattutto dare il buon esempio dal punto di vista comportamentale, a partire dall’autorevolezza dei responsabili attraverso una comunicazione formale ed informale coerente e un buon sistema di premi e punizioni.

Ma soprattutto vi è la necessità che dai livelli gerarchici superiori ci sia un’effettiva sensibilità alla tematica, un lavoro continuo di prevenzione e di attenzione e la reale volontà di favorire il benessere dei propri collaboratori. La mancanza di queste premesse genera incoerenza tra il contenuto dei messaggi espressi nei corsi o dai dettami di legge ed il comportamento effettivo dei responsabili, incurante delle norme e dell’importanza della prevenzione.

L’appropriazione di un concetto e modo di vivere la sicurezza da parte di tutti i lavoratori, rappresenta l’obiettivo organizzativo a cui tendere.
Cosi facendo, mettere in atto una procedura o indossare un DPI diventerà un preciso e consapevole segnale culturale, non più un mero obbligo prescrittivo imposto.

Dott. Massimo Servadio


Scarica l’articolo pubblicato su “Genova Impresa” n.1/2012 pp.58-59